The Role of Social Media in Migration

The Role of Social Media in Migration

Human Mind and Migration Program — THE ROLE OF SOCIAL MEDIA IN RECENT MIGRATION FLOWS

 

The students of Messaggero Veneto Scuola are part of the impactmania’s internship program for the 2020-2021 academic year. A series of migration topics were explored in this Program that will culminate to an online exhibition and presentation, May 2021.

COVID made us all Digital Nomads, however, it didn’t stop us from cross-cultural, interdisciplinary learning.

BY ANNA DE MARTIN


The influence social media have on our daily lives is getting more and more evident everyday.  From the frequent advertisement on our Facebook page to the daily updates of our friend’s life on Instagram, we are continuously surrounded by the effects of social media communication.  But what role do social media have in the lives of people who are planning to escape from their own country?

Ilaria Masinara, campaign manager of Amnesty International Italia, explains how the contemporary migratory flows are influenced by the narration on social media and how migrants interact with the social media community. 

Regarding the relationship between social media and migration, could we say that the migratory flows in recent years are somehow connected to or influenced by the rise of social media use?

Ilaria: Analyzing the numbers of modern migratory flows, we could state that there is not any linear connection between the use of social media and migrants. Massive flows and migrations happen because of various factors, such as wars, socio-environmental issues, the spread of poverty in specific areas, and other economic causes. 

The impact of social media is minimal, different causes influence migrants’ movement, which often isn’t predetermined. Usually, migration is tied to a need and it is planned only to a small extent. People tend to migrate depending on the financial resources available to them. For sure, a more privileged migration phenomenon, such as reuniting with family members abroad or migrating with a work or study visa, assures the opportunity to plan the route.

And how can social media influence the perception that migrants have of the countries they are trying to reach?

Ilaria: For sure, social media might help understand the context which is welcoming the person migrating. Even if, sometimes, what is perceived isn’t the exact reality. Migrants’ idea of the place they are moving to is often distorted. 

Research on economic migrants who work in the agriculture field shows that people tend to represent their life in a new country in a way which often doesn’t reflect reality, in order to give their family the impression of a better life condition.

So, social media doesn’t have a large impact on the numbers of migration. However, they are socially helpful as they contribute both to establishing new relationships and maintaining the old ones.

As Amnesty Italia, you use social media to inform and also involve people in the fight for the protection of human rights. Are migrants active members of your online community?

Ilaria: Probably, Amnesty is seen as a source for warning and advice. Now, there is an intention to create content which includes not only the members of our organization but also peer researchers. Involving stakeholders, like activists who have a migratory background, who are engaged in research but also action, could help us to enrich our organization with greater diversity, which reflects the ethnic composition of our country. 

 

 

Anna De Martin is an 18 year old student of Liceo Leopardi Majorana in Pordenone, a high school focused on classical studies, such as Latin and Ancient Greek. She’s also a member of the youth editorial group of the Messaggero Veneto Scuola and part of the impactmania student internship program. Alongside her passion for humanities, Anna is interested in digital technologies and how they influence our modern world. She also enjoys traveling with her camera and sports.

 

 

IL RUOLO DEI SOCIAL MEDIA NEI RECENTI FLUSSI MIGRATORI

 

Gli studenti del Messaggero Veneto Scuola fanno parte del programma di stage di impactmania per l’anno accademico 2020-2021. Una serie di argomenti sulla migrazione sono stati esplorati in questo programma che culminerà in una mostra e presentazione online a maggio 2021.

Il COVID ci ha resto tutti nomadi digitali, tuttavia, non ci ha fermati dall’apprendimento interculturale e interdisciplinare.

 

DI ANNA DE MARTIN

Ogni giorno ci accorgiamo sempre più dell’influenza che i social media esercitano sulle nostre vite quotidiane. Dall’insistente pubblicità su Facebook, ai continui aggiornamenti della vita dei nostri amici su Instagram, siamo continuamente circondati dagli effetti di questa rivoluzione digitale e comunicativa. Ma tutti sono soggetti a questa influenza? Che ruolo hanno i social media nella vita della persone che tentano di scappare dal proprio paese?

Ilaria Masinara, campaign manager di Amnesty International Italia, spiega come i flussi migratori contemporanei siano influenzati dai social media e come i migranti interagiscono con con le diverse community online.

Per quanto riguarda le relazioni tra social media e le migrazioni, si potrebbe dire che i flussi migratori degli ultimi anni sono in qualche modo connessi oppure influenzati dal sempre maggiore utilizzo dei social?

Ilaria: Analizzando i numeri dei flussi migratori, sicuramente non presentano una correlazione lineare con l’utilizzo dei social media. I grossi flussi e le grandi migrazioni avvengono in occasione di fenomeni, quali guerre, impatti socio ambientali molto forti, impoverimenti dell’area, e quindi eventi correlati alle migrazioni economiche. L’impatto dei social è minimo. Sono altre le cause che motivano lo spostamento, che molto spesso non è neanche predeterminato a priori. Di solito, la migrazione è legata alla necessità e solo in minima parte alla pianificazione. Infatti, le persone tendono spostarsi in base alle risorse anche economiche che hanno. Ovviamente, alcuni casi permettono un fenomeno migratorio più privilegiato, come quando ad esempio si tenta di raggiungere parte della famiglia già in un altro paese oppure si accede ad un altro paese attraverso canali migratori diversi, come un visto lavorativo o per motivi di studio o di ricongiungimento familiare. 

E in questo caso, in quali modi i social possono influenzare la percezione del paese che il migrante tenta di raggiungere?

Ilaria: In questi casi i social possono sicuramente aiutare l’interpretazione del contesto. Chi migra non ha in mente una migrazione, è un fenomeno di tappe che si susseguono una all’altra  e quello che viene percepito non è facilmente interpretabile. Infatti, spesso l’idea è quella che viene diffusa da  cerchie amicali ed è falsata. Dagli studi sui migranti economici nel settore agricolo, si percepisce una tendenza a rappresentare la propria vita sul nuovo territorio in maniera diversa dalla realtà, per dare anche alla famiglia un’impressione di condizioni di vita migliori. Nonostante non abbiano un fortissimo impatto sui numeri, i social contribuiscono al mantenimento delle relazioni sociali,  aumentando la cerchia di persone che si conoscono e mantenendo i legami con le persone del luogo d’origine.

Quindi, Amnesty utilizza le proprie piattaforme social per informare ma soprattutto coinvolgere quante più persone nella battaglia per la salvaguardia dei diritti umani. I migranti possono essere considerati parte attiva e integrante del vostro pubblico online?

Ilaria: Probabilmente, come Amnesty, siamo percepiti come contenitore di segnalazioni. Oggi c’è l’intenzione di cominciare a creare contenuti pensati a livello di peer researchers, che includano nel discorso e nella creazione del contenuto possibili gruppi di attivisti migranti, che si occupino sia di ricerca e sia di azione. In questo modo i peer researcher con un background migratorio permetteranno una maggiore diversity all’interno del movimento e della nostra sezione, che oggi rispecchia ancora la composizione del Nostro paese.

 

Anna De Martin è una studentessa di 18 anni, frequentante il Liceo Classico Leopardi Majorana nella città di Pordenone. Da quest’anno, fa parte della redazione giovani del progetto Messaggero Veneto Scuola e del programma di stage di impactmania. . E’ interessata all’ambito delle tecnologie digitali e come queste influenzano il mondo contemporaneo. Ama viaggiare, in compagnia della sua macchina fotografica, e fare sport.

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