impactmania student internship – Messaggero Veneto Scuola

impactmania student internship – Messaggero Veneto Scuola

By |2021-05-05T16:06:37+00:00April 10th, 2021|Arts & Culture, Community, Human Mind and Migration, MV Scuola|

Human Mind and Migration Program — SECOND GENERATION IMMIGRANTS

 

BY MARTINA CHIRICO 

We hear and read on a daily basis how young people are facing a gap in their learning and are not connecting with others due to the yearlong COVID health crisis. impactmania and Messaggero Veneto Scuola have been collaborating to link students to others in their own city, regionally, and even globally. Students have been co-creating while learning more about the societal challenges we all face. Most importantly, they have received opportunities to connect with researchers in various fields. This is to spark critical thinking that goes beyond a traditional directive learning in a classroom setting. 

Recently, I connected with Giacomo Mastronardi, a student of Messaggero Veneto Scuola and the impactmania internship program. Giacomo is a member of the group that is exploring brain functions of second generation immigrants. Giacomo provided some highlights of their project, who the students interviewed, and some of the research questions.

The students are looking to explore questions such as: 

  • In which language and culture do children of immigrants, born and raised in a country different from their parents, tend to identify with? 
  • What are the differences between today’s and past decades’ immigrant experiences? 
  • Are there advantages of being a second generation immigrant? If yes, what are some examples?
  • Are the experiences of a second generation immigrant in Italy different from the experiences of a second generation immigrant in other countries? 
  • How does a person’s accent and physical features determine their social discrimination? 
  • What role does school have in the development of relationships between people with different backgrounds?

“Second generation immigration is a current topic. We always hear about immigrants, but never about the immigrants’ daughters and sons. Parents arrive in another country with already a lifetime of experiences, but their children, teenagers or even younger, don’t”, Giacomo says.

The group is interested in different topics; for example, Giacomo and a fellow student of the program, Ludovica Borgatti are focusing on the brain’s reactions to a foreign culture, the use of another language, and the advantages of bilingualism. They interviewed Franco Fabbro, neurology professor at the University of Udine. He’s written books about the bilingualism in the brain and the neuropsychology of language. They also interviewed a woman that lived in Australia for years, but for bureaucratic problems had to return to Italy. They are also planning to interview a daughter of Romanian immigrants who is 16 years old, born in Italy, but visits Romania almost every year.

Martina Faggiani focuses on social relations between multicultural groups and interviewed Jeroen Vaes, from the University of Trento, Department of Psychology and Cognitive Science

Furthermore, Marianna Macorig is looking for experts in the neurology field, who are investigating the differences in the cerebral development of second generation migrants due to the fact that they may acquire different skills by living in a dual cultural and linguistic context. She would like to learn how their personalities and their thinking methods are influenced by the fact that they live in a family environment characterized by a different culture and language compared to the ones used with their friends or at school.

This is the first group of the internship project “Human Mind and Migration” in which impactmania students from the University of California, Santa Barbara (UCSB) and Italian students from Messaggero Veneto Scuola are collaborating. Their interviews will be published soon. Between Italy and the U.S., they have monthly calls, and more frequently calls and communications in the subgroup that is working on the topic.

In my opinion, this is a very interesting topic, because, as Giacomo said, “We don’t hear the voices of daughters and sons of immigrants enough”. I think the most particular aspect is to investigate which language and culture children of immigrants tend to identify with. As I had the chance to talk with some of the students of the project, I can say that they are really into the project and excited about it.

We will share an overview on each group, their progress, and outcomes of their exploration!

 

Members of the group:

Stephanie Ando (UCSB)

Giacomo Mastronardi (Messaggero Veneto Scuola)
Elisa Mizza
Ludovica Borgatti
Martina Faggiani
Marianna Macorig
Francesca Cadel
Denida Doda
Anna Bertoli
Alice Bressa
Marco Moro
Maria Antonia (Luna) (Gagliato)


 

 FOCUS SULLE SECONDE GENERAZIONI DI MIGRANTI

BY MARTINA CHIRICO 

Regolarmente sentiamo e leggiamo notizie su come i giovani affrontano la differenza nei loro studi e non sono interconnessi a causa della crisi pandemica da COVID che stiamo vivendo da oltre un anno. impactmania e Messaggero Veneto Scuola stanno collaborando per connettere tra loro studenti della stessa città, regione, e addirittura a livello mondiale. Gli studenti stanno co-creando e studiando i cambiamenti sociali che tutti noi incontriamo. Cosa più importante, hanno l’opportunità di connettersi con ricercatori di vari ambiti. Questo per sviluppare il pensiero critico che va oltre l’insegnamento diretto che si riceve solitamente in classe.

Recentemente, ho contattato Giacomo Mastronardi, uno studente del Messaggero Veneto Scuola e del programma di internship di impactmania. Giacomo è un membro del gruppo che sta lavorando sulle funzioni del cervello delle seconde generazioni di migranti. Giacomo mi ha dato una panoramica sul loro progetto, chi hanno intervistato gli studenti, e alcune domande della loro ricerca.

Stanno cercando di rispondere a domande quali:

  • In che lingua e cultura i figli di immigrati, nati e cresciuti in un Paese diverso da quello dei propri genitori, tendono ad identificarsi?
  • Quali sono le differenze tra le esperienze degli immigrati d’oggi e dei decenni passati?
  • Ci sono vantaggi ad essere un migrante di seconda generazione? Se si, quali sono alcuni esempi?
  • Le esperienze di un immigrato di seconda generazione in Italia sono diverse dall’esperienza di un immigrato di seconda generazione in altri Paesi?
  • L’ accento e le caratteristiche fisiche di una persona, in che modo determinano la sua discriminazione?
  • Che ruolo ha la scuola nello sviluppo di relazioni tra persone con background culturali diversi?

“L’immigrazione di seconda generazione è un tema attuale. Si sente sempre parlare di migranti, ma mai delle loro figlie e figli. I genitori arrivano in un altro Paese avendo alle spalle già delle esperienze di tutta una vita, ma i loro figli, che possono essere adolescenti o anche più piccoli, no”, spiega Giacomo.

Il gruppo affronta diversi temi; per esempio, Giacomo ed un’altra studentessa del programma, Ludovica Borgatti si occupano delle reazioni del cervello nell’impatto con una cultura straniera, l’uso di una lingua diversa, e i vantaggi del bilinguismo. Hanno intervistato Franco Fabbro, professore di neurologia presso l’Università di Udine, il quale ha scritto alcuni libri sul bilinguismo nel cervello e neuropsicologia della lingua. Hanno anche intervistato una donna che ha vissuto per anni in Australia, ma è dovuta tornare in Italia per ragioni burocratiche. Stanno anche pianificando un’intervista con la figlia di migranti rumeni di 16 anni, nata in Italia, ma quasi ogni anno visita la Romania.

Martina Faggiani si concentra sulle relazioni sociali tra gruppi multiculturali e ha intervistato Jeroen Vaes, Dipartimento di Psicologia e Scienza Cognitive dell’Università di Trento.

Inoltre, Marianna Macorig sta cercando degli esperti nel campo neurologico che si occupino delle differenze nello sviluppo cerebrale dei migranti di seconda generazione, siccome potrebbero acquisire diverse abilità vivendo in un contesto culturale e linguistico duale. Vorrebbe capire come le loro personalità e i metodi di pensiero sono influenzati dal fatto che vivono in un ambiente familiare caratterizzato da una cultura e lingua diverse rispetto a quelle utilizzate con i loro amici oppure a scuola.

Questo è il primo gruppo del progetto di internship “Human Mind and Migration” sul quale studenti di impactmania dell’Università della California, Santa Barbara (UCSB) e studenti italiani del Messaggero Veneto Scuola stanno collaborando. Le loro interviste saranno presto pubblicate. Tra Italia e Stati Uniti hanno chiamate periodiche, e più frequentemente hanno chiamate all’interno del sotto-gruppo che sta lavorando a un determinato argomento.

Secondo me, questo è un tema molto interessante, perché, come ha detto Giacomo, “Non sentiamo abbastanza le voci delle figlie e dei figli dei migranti”. Penso che l’aspetto più particolare da analizzare sia in quale lingua e cultura i figli di migranti tendono ad identificarsi. Ho avuto la possibilità di parlare con alcuni studenti del progetto e ho notato che sono veramente interessati al progetto ed entusiasti a riguardo.

Condivideremo una panoramica su ciascun gruppo, i loro progressi, e i risultati del loro lavoro!

 

Membri del gruppo:

Stephanie Ando (UCSB)
Giacomo Mastronardi (Messaggero Veneto Scuola)
Elisa Mizza
Ludovica Borgatti
Martina Faggiani
Marianna Macorig
Francesca Cadel
Denida Doda
Anna Bertoli
Alice Bressa
Marco Moro
Maria Antonia (Luna) (Gagliato)

 

About the Author:

impactmania features people and projects that drive cultural, social, and economic impact. This is to inspire, involve, and connect current and next-generation’s impact makers.
This website works with basic cookies and third party services. We do not sell any of the data collected. I got it!